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LAST BUT NOT LEAST: ULTIMA TAPPA TEORICA

Negli Articoli precedenti del blog abbiamo affrontato le prime 2 nobili verità del Buddha:
La prima sostiene che la sofferenza fa parte della natura e dell’esistenza umana.
La seconda che la sofferenza ha un origine
.
Ho voluto così introdurvi ad un percorso che va oltre il semplice atto della meditazione.
Questo perché nel mio percorso formativo e nella mia attività di counselor ho sempre pensato che per fare qualcosa e farlo bene ci debba essere una certa consapevolezza.
E come ho detto milioni di volte è necessario sapere quale percorso stiamo intraprendendo per poter così portare cambiamenti benefici e duraturi.
Se avete affrontato i primi due step del percorso che vi ho consigliato dovreste aver fissato un obiettivo e individuato quale piccolo cambiamento introdurre nella vostra vita per intraprendere il vostro cammino verso una maggiore felicità e serenità.
Sono sicura che non è stato semplice, perché quando ho iniziato questo percorso anche io ho avuto risultati più o meno positivi e a volte mi sono scoraggiata, ma tranquilli è normalissimo, anzi sarebbe veramente strano cambiare abitudini e comportamenti in tempi brevi.
Spezzare le abitudini, resistere al bisogno di ripetere un certo comportamento, convincerci che dovremmo fare in modo diverso. Di solito il nostro atteggiamento verso le nostre debolezze è questo, eppure abbiamo sperimentato più e più volte quanto sia fallimentare!
L’unica via che può condurci ad un cambiamento definitivo e duraturo è rappresentata dall’accettazione e dalla comprensione.
Essere consapevoli dell’origine della sofferenza, e del fatto che questa sia parte della nostra natura dovrebbe farci riflettere quindi su tutto quello che stiamo vivendo in modo concitato e disagevole portandoci alla consapevolezza che la sofferenza può avere fine.
La terza Nobile Verità afferma: la sofferenza può avere fine.
Quando smettiamo di reagire aggressivamente o di metterci sulla difensiva saremo liberi di rispondere alla vita,
liberi da idee preconcette e abitudinarie, smetteremo di soffrire quindi per comportamenti di cui continuiamo a incolparci.
Ma come può finire questa sofferenza? Come liberarci e accettare il nostro dolore?
La quarta Nobile Verità svela che c’è una via per mettere fine alla sofferenza!
Il Buddha ha lasciato una serie di indicazioni che permettono di vivere in una prospettiva spirituale, queste indicazioni sono racchiuse nel Nobile Ottuplice Sentiero: retta comprensione, retto pensiero, retta parola, retta azione, retta condotta di vita, retto sforzo, retta consapevolezza (mindfulness), retta concentrazione.

Sono definiti retti in quanto si allontanano da una visione egocentrica a cui siamo abituati, “retta” in relazione agli altri e a se stessi.
“Chi è dotato di comprensione e saggezza non concepisce di arrecare danno a se stesso o a un altro, o di recare danno a entrambi. Al contrario, si adopera per il proprio bene, per il bene dell’altro, per il bene di entrambi, per il bene del mondo intero”.

Ora che ti ho presentato la radice della mindfulness ti invito a provare a meditare insieme su piattaforma zoom.
Sono sempre disponibile ad affiancarti in un percorso di cambiamento attraverso la mia attività, puoi scrivermi per sapere come!

Domandarono al Buddha perché i suoi discepoli sembrassero sempre così allegri. La risposta fu: “non
rimpiangono il passato e non si preoccupano del futuro; vivono nel presente, perciò sono gioiosi”.

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