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LA VIA DEL BAMBU’

Oggi vi voglio raccontare del Movimento Autonomo di Donne Contadine del Brasile che ho avuto il piacere di conoscere attraverso i racconti di Serlei Gaspareto, nel percorso di studi in pedagogia degli adulti della professoressa Mariateresa Muraca.

In tutto il mondo sappiamo che molti stanno combattendo per quelli che consideriamo i più elementari diritti umani, tutti i giorni ne siamo testimoni silenziosi. Sapere che in alcuni casi queste lotte danno origine a molta vita e speranza è una testimonianza importante per credere in un futuro migliore e in un essere umano più “umano”.

Donne di diversi stati del Brasile si sono unite in un movimento unico, e già questo racconta di come unirsi e fare rete sia fondamentale al benessere della comunità: “Abbiamo creato il movimento di donne contadine perché vogliamo continuare a vivere in campagna, producendo alimenti, preservando la vita, le specie e la natura, sviluppando esempi di un progetto popolare per l’agricoltura, attraverso l’agroecologia, la difesa della biodiversità, l’uso delle piante medicinali, il recupero dei semi come patrimonio dei popoli a servizio dell’umanità, l’alimentazione sana come base per la sovranità delle Nazioni, la diversificazione della produzione, la valorizzazione del lavoro delle donne contadine.”

Un grande lavoro volto alla ridefinizione dei vecchi paradigmi basati su equilibri sociali ormai considerati obsoleti, che si occupa a 360° della vita, del rispetto della nostra Madre Terra e dei diritti di tutti gli esseri che la abitano.
La domanda che questo gruppo di donne si pone è “come possiamo mantenerci ferme nella difesa della vita come valore più alto”?

Una domanda che mi pongo e che vi pongo; senza pretese di verità assolute, credo che l’inizio della ricerca di una risposta debba partire da un processo di consapevolezza su chi siamo, dove siamo e dove vogliamo andare. In sintesi: in che tipo di mondo vogliamo vivere? Come possiamo co-creare il mondo in cui vogliamo vivere? Perché è importante non solo pensare ad un mondo nuovo, ma impegnarci nel processo di cambiamento che per primo deve riguardare noi e i nostri comportamenti.

Le donne del movimento suggeriscono una via di apprendimento volta a indirizzarci verso un atteggiamento nei confronti di noi stessi, degli altri e dell’intero mondo più sano ed ecologico, rispettoso di ogni forma vivente che condivide con noi questa grande casa. 
Hanno trovato questa via osservando la pianta di bambù da cui hanno appreso 7 fondamentali lezioni di cui dovremmo fare tesoro nella nostra vita di tutti i giorni:

  • Umiltà – si piega ma non si spezza, leggero e flessibile il bambù ci insegna a riconoscere i nostri errori, a tornare indietro molte volte, a chiedere scusa, a esercitare tolleranza.
  • Forza – la fragilità è solo apparente, il bambù sopporta coraggiosamente climi estremi mantenendosi in piedi, anche quando arrivano tempeste bufere e uragani. Possiamo inciampare ma mai soccombere o desistere dal cammino.
  • Comunità – i bambù restano sempre uniti gli uni agli altri. Nessuno sta bene da solo!
  • Resilienza – durante l’inverno rigido, i bambù arrivano a curvarsi per il peso della troppa neve, ma quando la neve cade o si scioglie il bambù ritorna al suo posto come se niente fosse successo.
  • Saggezza – nel vuoto all’interno della canna di bambù. Chiediamoci: con che cosa riempiamo i nostri pensieri, le nostre azioni e pratiche? È vero, siamo esseri condizionati ma abbiamo sempre la possibilità di andare oltre.  
  • Crescere verso l’alto – il bambù è una delle piante che cresce di più al mondo, e la cosa migliore è che cresce solo verso l’alto, potremmo dire nella direzione della luce.
  • Semplicità – il bambù ha piccoli rami che indicano la semplicità della vita. Siamo come il bambù: semplici e utili in tutte le nostre manifestazioni di vita ed esperienza.

Queste 7 caratteristiche del bambù appartengono anche ad ognuno di noi e possono essere coltivate per renderle più efficaci, sono convinta che questa sia una via semplice da seguire partendo da una rivoluzione interiore che ormai non possiamo più rimandare per il bene comune.

Per approfondimenti vi consiglio la lettura del libro
“Educazione e movimenti sociali. Un’etnografia collaborativa con il movimento di donne contadine a Santa Catarina (Brasile)
” della professoressa Mariateresa Muraca

e la visione di “Conversazioni dal sud. Pratiche politiche educative e di cura” che troverete al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=c2_wDsq46-g

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